DAL BLOG DI STEFANO BOSCA…

29/10/2010

Marchionne ha ragione fino ad un certo punto….

 

images.jpg

 

 

 

 

 

Un intenso scambio di vedute con il mio amico fraterno Paolo, assiduo frequentatore del blog, mi ha suggerito l’argomento di cui tratterò oggi.

Questa settimana ha suscitato parecchio scalpore l’intervista rilasciata da Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, a Fabio Fazio all’interno del programma di Rai Tre Che tempo che fa. Intervista durante la quale, Marchionne ha praticamente detto che se non ci fosse l’Italia la Fiat andrebbe meglio, alzando un polverone a livello mediatico non indifferente.

Ha ragione? Ha torto?

Innanzitutto una premessa va fatta. Finalmente è da qualche anno che in Fiat è arrivato un elemento non nuovo, ma che da troppo tempo mancava: un manager con le palle.

Dopo Valletta non ce ne sono più stati, tranne qualche sporadica eccezione che forse proprio perché aveva tale qualità è finita nel dimenticatoio.

Il “grande” Romiti non è mai stato un manager, è stato bensì un mezzadro, che come tale si limitava a coltivare il terreno del padrone cercando di guadagnarne il più possibile e quando ha notato che qualcuno poteva attaccare la sua posizione all’interno del feudo, non ha esitato a fargli le scarpe (si veda a tal proposito che fine hanno fatto in Fiat l’ingegner De Benedetti e l’ingegner Ghidella, due delle sporadiche eccezioni a cui mi riferivo). Appunto come in antichità facevano i mezzadri.

Marchionne ha dimostrato di essere grazie a Dio qualcosa di più, ridando credibilità ed autorevolezza ad un’ industria che prima di lui la stava perdendo.

E’ forse per il prestigio guadagnato senza discussioni sul campo che ora egli può permettersi di rilasciare dichiarazioni della portata di quella fatta a Fabio Fazio.

Dal punto di vista economico non gli si può dar torto, a parlare chiaro è il fatturato Fiat, il quale svela che il gruppo fattura all’estero e in Italia fattura poco o nulla. Si è limitato a citare dati che sono incontrovertibili.

Il problema è però più complesso.

E’ vero che la Fiat fattura quasi tutto all’estero, ma se questo oggi accade, è perché in passato lo stato italiano ha foraggiato per anni (il più delle volte a fondo perduto) il gruppo torinese.

Marchionne questo lo sa benissimo e lo sa benissimo anche colui che lo ha intervistato, che ha accuratamente evitato di rinfacciarglielo.

Per questo, secondo me, il manager poteva dire ciò che ha detto, ma in tono diverso.

Ora che le cose vanno bene la Fiat, per bocca del suo legale rappresentante, tratta l’Italia come un paese di serie B solo perché gli italiani non possono cambiare auto una volta all’anno, ma quando andavano meno bene è sempre corsa al suo capezzale, ottenendo  quasi sempre ciò che voleva.

E’ un po’ come se una persona mi prestasse soldi per pagarmi i debiti ed io, il giorno che li ho estinti tutti e magari sono diventato più ricco di lei la prendessi in giro. Non sarebbe bello.

Per questo Marchionne ha ragione nei dati che cita, ma nel citarli pecca di un’ingiustificata spavalderia nei confronti di chi ha permesso all’azienda che comanda di sopravvivere.

Senza l’Italia la Fiat andrebbe meglio ma senza l’Italia a quest’ora la Fiat non andrebbe neanche più.

DAL BLOG DI STEFANO BOSCA…ultima modifica: 2010-10-29T20:42:12+00:00da trudy53
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento