IL VIAGGIO DEI BIMBIRILLI CONTINUA…

bambini[1]

In questa piazza tutti erano indaffarati, chi vendeva la frutta, chi la carne, chi il pane, altri vendevano strani oggetti appuntiti che non si sapeva bene a cosa servissero, di sicuro non ai Bimbirilli. Anche lì la gente sembrava strana, si fermava solo per comprare poche cose e non per parlare; che strano questo mondo dove nessuno vuol parlare, oppure scappava via insieme ai loro pensieri, o dormiva in continuazione, pensarono i tre Bimbirilli, anche lÏ c’era troppa gente che dormiva.

 

I tre Bimbiririlli decisero d’incamminarsi per le strade che partivano dalla piazza estendendosi quasi all’infinito, e, con immensa sorpresa, scorsero nelle strade tantissimi Bimbirilli, ma proprio tanti, non ne avevano mai visto così tanti.

 

Qui non ce ne sono tanti che dormono, ma ce ne sono tanti che si lamentano, che piangono, che sono soli, pensò Bimbirillo Capo. Li vedeva tutti così, senza aiuto e senza nessuno che gli volesse veramente bene, senza una mamma, senza un papà!

 

Bimbirillo Capo decise così che sarebbe stato meglio dividersi per trovare Bimbirillo Arabic e così, dal momento che le strade partivano come lunghe lingue dalla piazza grande, chiese ad ognuno di loro tre di percorrerne due e, non appena uno di loro lo avesse trovato, avrebbe dovuto fare un triplice fischio per avvisare gli altri Bimbirilli.

 

Cominciarono così con entusiasmo la loro ricerca tra la moltitudine di Bimbirilli, chiedendo a destra e a sinistra, cercando negli angoli più bui e più angusti, ricevendo come risposta solo lamenti, pianti ed una quantità incredibile di “non so”, “non l’ho visto”.

 

Bimbirillo Capo cominciò così a temere che la loro ricerca questa volta potesse restare infruttuosa, quando all’improvviso, dietro ad un bidone della spazzatura, intravide qualcosa che sembrava un’ombra.

 

Poi, scrutando meglio, si accorse di una manina che rovistava speranzosa in quel bidone, si avvicinò a quella manina e poté così vedere con i suoi occhi un Bimbirillo magro e triste, con degli strani segni sulle braccia e sul corpo, e lo fissò. Il Bimbirillo a sua volta lo guardò sorpreso rimanendo immobile senza aprire bocca, invaso dal suo triste stupore.

 

“Tu sei Bimbirillo Arabic, non è così?” gli chiese Bimbirillo Capo. Lui, con il suo viso triste e rassegnato, fece cenno di sì, quasi vergognandosi del suo stato e di quel suo mendicare un po’ di cibo tra l’immondizia.

 

A quella risposta Bimbirillo Capo emise subito il triplice fischio per avvisare i suoi compagni Bimbirilli di viaggio in modo che potessero raggiungerlo.

 

Subito Bimbirillo Capo si avvicinò al nuovo Bimbirillo e gli chiese: “Stiamo cercando disperatamente il “Signor Uomo”, quello che può fare tutte le magie del Mondo, tutti i giorni e che, così facendo, potrebbesalvare tutti i Bimbirilli del mondo, abbiamo poco tempo, Natale è vicino, lo hai visto per caso?”

 

 

 

Bimbirillo Arabic rimase un po’ straniato dalla domanda e dalla sua tristezza che invadeva da tempo i suoi pensieri. La tristezza aumentò a dismisura perché, in cuor suo, sperava che il Bimbirillo Capo fosse venuto per salvare lui, salvarlo dalla sua fame e dai suoi stenti, dalla tristezza che riecheggiava nei suoi lamenti, e così pianse, pianse, pianse.

 

Enormi lacrimoni scavavano le sue scavate guance disegnando un percorso che assomigliava alle montagne russe, ricadendo invano sulla sua pelle strana e segnata.

 

Nel frattempo Bimbirillo Indy e Bimbirillo Afric avevano raggiunto Bimbirillo Capo e avevano assistito anche loro a quella scena rimanendo impietriti dal dolore e dallo sgomento. Subito si guardarono e insieme a Bimbirillo Capo esclamarono in coro: “E’ vero, dobbiamo continuare a cercare il “Signor Uomo”, ma è anche vero che una cosa la possiamo e dobbiamo fare subito!”

 

E così cominciarono tutti insieme a pensare intensamente alla fata dagli occhi color turchese che puntuale e leggera, nel suo sfavillio di luci e colori, si presentò con il suo magico banchetto, ancora meravigliosamente grande, forse ancora più grande, pronto così per dare un po’ di sollievo e speranza a quel numero incredibile di Bimbirilli affamati e stanchi.

 

Bimbirillo Arabic, incredulo davanti a tanto cibo e a tante leccornie, si mise nuovamente a piangere – ma questa volta di gioia – e subito prese a chiamare a gran voce tutti i Bimbirilli del posto che con fatica e a stento si avvicinarono e con lui cominciarono a mangiare con la gioia nel cuore e finalmente anche “nella pancia”.

 

Guardando Bimbirillo Arabic mangiare, Bimbirillo Capo si accorse di quegli strani segni che aveva sulle braccia e sul corpo più simili a cicatrici che a dei semplici “segni”. Dopo averlo lasciato rifocillarsi a piacimento gliene chiese la causa: “Bimbirillo Arabic, perché hai quei segni sul corpo e sulle braccia? Cosa ti è successo?”

 

Lui, ricominciando il suo pasto tanto atteso e insperato, gli rispose così: “Niente, niente, qualche tempo fa sono cadute delle pompe dal cielo, qualcosa si è staccato dalle pompe e mi si è attaccato addosso!”

 

Bimbirillo Capo fece fatica a capire quello che Bimbirillo Arabic gli aveva appena detto e con occhi incerti si rivolse alla sua cara fata dagli occhi color turchese, quegli occhi che nel frattempo sembravano diventare sempre più tristi: “Dolce fatina, io non capisco, mi puoi aiutare tu a capire?”(continua)

 

 

 

IL VIAGGIO DEI BIMBIRILLI CONTINUA…ultima modifica: 2016-03-04T20:23:27+00:00da trudy53
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Un pensiero su “IL VIAGGIO DEI BIMBIRILLI CONTINUA…

  1. ..così con entusiasmo la loro ricerca tra la moltitudine di Bimbirilli, chiedendo a destra e a sinistra, cercando negli angoli più bui e più angusti, ricevendo come risposta solo lamenti, pianti ed una quantità incredibile di “non so”, “non l’ho visto”.”

    La ricerca ..il tempo scorre ma il Signor Uomo ancora non si trova…
    Forza di volontà aiuterà i bimbirilli?Finalmente riusciranno ad arrivare?

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