…TRATTO DA TEOCON

27/01/2009 L’allergia alla morale.

 

Dopo le notizie dei giorni scorsi sono rimasto senza parole. Anzi, ero cosi pieno di parole da non riuscire ad esprimerne una. In questi giorni avrei voluto scrivere le mie opinioni sull’immigrazione, sui fatti di Lampedusa, sul disordine che sta soffocando l’Italia, costretta ad ingenti spiegamenti di forze e risorse economiche per rispedire i clandestini in Patria.

 

Poi ho visto l’intervista alla ragazza di Genzano che ha subito lo stupro a capodanno.

 

Un colpo al cuore, una ragazza che non esce di casa, lei si che è agli arresti domiciliari, non può lavorare, non riesce ad uscire, porta addosso le ferite, vive, nel corpo e nell’anima, nel profondo del cuore. Lui, il ragazzo, lo stupratore, la bestia, non può essere detenuto fino al processo, nonostante la confessione. Ho captato tentativi di mitigare le responsabilità, sdrammatizzare il fatto, ridurre lo sdegno, giustificare un ragazzo di buona famiglia, un bravo figliuolo che quel giorno era solo un pò drogato e un pò ubriaco, quel bravo figlio di buona famiglia.

 

Se dovessi lasciarmi andare parlerei di sacche scrotali svuotate e riempite di sale per cauterizzare le ferite, di giudici fantasiosi e politicamente corretti appesi per gli attributi ma non mi lascerò andare, voglio solo essere propositivo.

 

Viviamo in un tempo in cui la parola “morale” provoca più starnuti delle graminacee, c’è uno strano atteggiamento che sinceramente non capisco, per cui ci si scandalizza più per una richiesta di principi che per un difetto di morale.

 

Al di là delle stranezze e dei paradossi, vorrei capire che società vogliamo costruire, come intendiamo costruire una comunità sana, su quali principi lo Stato deve essere presente nella guida e nell’assistenza dei suoi cittadini.

 

Vogliamo fissare dei paletti, vogliamo recuperare dei principi e delle regole, condivise, ferme?

 

Lo stupro può essere commesso da un italiano come da uno straniero, la vittima può essere italiana come straniera, la questione delle statistiche di incidenza va sbrigata nelle faccende di ordine pubblico e dal ministero degli interni, non è di mere situazioni di passaporto che voglio occuparmi.

 

Penso che l’Italia abbia le potenzialità per essere faro, luce per le altre nazioni, ma deve smettere di accusare la religione cattolica e la Chiesa di essere sessuofobica e prendere ciò che di buono deriva da un richiamo e un insegnamento che non deve essere visto contro l’uomo, ma per la valorizzazione del corpo, dell’uomo e della donna. Bisogna denunciare la mercificazione del sesso, la facile spendibilità del corpo della donna sulle riviste, nelle televisioni, la pornografia. Sono tutte facce della prostituzione, ma con l’aggravante di essere presentata come modello, influendo sul costume della società.

 

Come possiamo far capire all’uomo che la donna non è un oggetto

 

TRATTO DA “TEOCON”

 

…TRATTO DA TEOCONultima modifica: 2009-01-31T15:42:05+01:00da trudy53
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