TRATTO DA L’ ANCORA

La giornata della memoria 2011 per consapevolezza di quanto avvenne

 

Acqui Terme. “Non deve diventare una celebrazione, perché ciò significherebbe perdere il suo significato autentico. Noi dobbiamo, invece, impegnarci affinché si diffonda la piena consapevolezza di quanto avvenne”.
Per introdurre la Giornata della Memoria 2011 (che come nel recente passato Acqui declinerà in più momenti, distribuiti nel tempo, a cominciare da mercoledì 19 gennaio) ci sembra utile rilanciare un pensiero di Marcello Pezzetti (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano, collaboratore del museo Yad Vashem di Gerusalemme, e direttore di quello omologo di di Roma, autore – per Einaudi – de ll libro della Shoah italiana).
“L’Italia, a differenza di altri Stati, come la Germania, non ha ancora sviluppato una vera presa di coscienza sulla Shoah. Per vent’anni non se ne è parlato, perché era necessario ricostruire materialmente e moralmente una società distrutta. In seguito ci si è concentrati sulle responsabilità degli altri, considerando i fatti un affare tra tedeschi ed ebrei, come se questi ultimi costituissero un’entità senza nulla in comune con l’Italia. Dunque autoassolvendosi dalle proprie colpe.
Se il Giorno della Memoria diventa una celebrazione, rischia di fermarsi a livello simbolico e superficiale. Esso deve costituire solo la punta di uno studio molto più solido, che venga svolto prima di tutto nelle scuole”.
E proprio nelle aule, e in particolare da quelle delle superiori, comincerà la riflessione nella nostra città, dove la presenza ebraica è stata particolarmente significativa, e specie nell’Ottocento degli Ottolenghi, dei Levi, dei De Benedetti. Secolo contraddittorio, il XIX, vissuto dal ghetto tra emancipazioni e rinnovate ostilità.
Anche allargare l’esame dal momento emotivo, certo coinvolgente ma assolutizzante, della “deportazione tardiva” (iniziata nella penisola, in modo concreto, con il tramonto del Regime, ma preparata da un pensiero inequivocabilmente razzista), esaminando anche i modi problematici di una precedente convivenza, analizzare la percezione non solo dell’ebreo, ma “del diverso” (per religione, costumi, pelle, ideologia), può dare nuova forza a questo appuntamento.

TRATTO DA L’ ANCORAultima modifica: 2011-01-14T19:14:43+01:00da trudy53
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “TRATTO DA L’ ANCORA

  1. Pingback: X NON DIMENTICARE | la vita continua

Lascia un commento