UN PO’ DI CULTURA…

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Il mendicante di pensieri è il primo romanzo della giovane scrittrice esordiente Meri Nigro, originaria di Ceglie Messapica. Il libro è edito da La Gru e inserito nella collana Crisalidi.

Nel suo libro d’esordio, Meri Nigro riflette sulla vita e sugli esseri umani attraverso i pensieri profondi della protagonista che, un giorno, decide di regalare il suo diario a un mendicante intento a chiedere l’elemosina in una stazione ferroviaria.

È lui il mendicante di pensieri del titolo: un mendicante al quale la protagonista decide di donare qualcosa di molto più prezioso del denaro, i suoi pensieri più intimi e nascosti. Scegliendo di donare il suo diario, infatti, lei non fa altro che condividere se stessa, nel tentativo di colmare il vuoto della solitudine che spesso affligge noi esseri umani.

Il messaggio che sembra volerci comunicare la protagonista e, attraverso le sue parole, la stessa scrittrice, infatti, sembra proprio essere quello che gli esseri umani hanno bisogno l’uno dell’altro per essere felici, di stare insieme e condividere la vita e tutto ciò che essa ci riserva.

Ciò che rende particolare Il mercante di pensieri, poi, è che il libro è interamente scritto sottoforma di diario: i giorni si susseguono e la protagonista racconta i suoi pensieri e le sue esperienze quotidiane senza filtri né mediazioni narrative. Ciò che si legge, quindi, è ciò che lei realmente vive e pensa: una tecnica narrativa che consente al lettore di immedesimarsi pienamente nella vita della protagonista, di gioire e soffrire con lei, di emozionarsi e commuoversi.

Oltre ai suoi pensieri e a ciò che le accade nella vita quotidiana, la protagonista nel libro parla anche dei suoi sogni, un materiale importante che aiuta il lettore a comprendere meglio quello che la protagonista sente e che non riesce a descrivere con le parole.

Pagina dopo pagina, quindi, si scopre che la protagonista soffre per un amore perduto da tempo, per una persona cara che per un certo periodo le è stata affianco e si strugge per averla persa. All’inizio la sofferenza è molta tanto che la protagonista scrive quasi ogni giorno sul suo diario. Man mano che passano i giorni, però, il dolore diminuisce, lasciando spazio ai ricordi e alla consapevolezza che noi non siamo fatti per stare da soli perché “l’uomo ha infinitamente bisogno dell’uomo”.

Alla fine del libro, come all’inizio, è il mendicante che parla: le sue parole sono commoventi e fanno capire che la ricchezza e la felicità stanno anche nelle cose semplici e che noi dobbiamo solo imparare a riconoscerle.

UN PO’ DI CULTURA…ultima modifica: 2011-03-19T20:15:17+01:00da trudy53
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