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L’autismo si cura con la poesia

Utilizzati alcuni sonetti del sommo Alighieri

I versi di Dante e Cecco Angiolieri al centro di una nuova terapia. E’ quella portata avanti dall’Azienda ospedaliero universitaria ”Le Scotte” di Siena. Si tratta di una sperimentazione di comunicazione sensoriale sulle bambine con autismo e sindrome di Rett, una delle più comuni cause di ritardo mentale tra le donne.

La metrica dei versi e la sonorità derivante dall’interpretazione di due celebri sonetti medioevali “S’ì fossi foco” di Angiolieri e “Tanto gentile e tanto onesta pare” di Dante, sono riuscite a stimolare l’attenzione e a emozionare le bimbe affette da queste patologie. Gli esperti si sono avvalsi per il progetto anche di artisti fra i quali gli attori fiorentini Andrea Giuntini e Gloria Grazzini che hanno interpretato, davanti alle pazienti, i due celebri sonetti medievali. Dalla ricerca, in corso da qualche mese, è emerso che la poesia, grazie alla sua capacità evocativa, riesce a emozionare e modificare addirittura i parametri vitali cardiorespiratori delle bambine.

Lo studio rientra in una sperimentazione che va avanti da anni e che riguarda l’esplorazione della capacità comunicativa dei cinque sensi, con ottimi risultati ottenuti con la musica e i profumi.

“I risultati ottenuti – spiega Joussef Hayek, direttore dell’U.O.C. Neuropsichiatria infantile – sono stati sorprendenti soprattutto al momento della lettura dell’opera del poeta senese che ha suscitato forti emozioni nelle bimbe, indicate dall’aumento di due emoglobine non ossigenate nelle registrazioni pulsossimetriche e dalla comparsa del sorriso sui loro volti

DA GOOGLE NEWSultima modifica: 2011-04-24T10:14:36+02:00da trudy53
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