L’ULTIMO DI GERMANA PISA

 

L’Ultimo
di Germana Pisa

Nel 2100 era rimasto solo un albero sulla terra; si trovava in una località dell’America meridionale, in quella che , ancora alla fine del secolo Ventesimo, era stata una radura fiorente di vita, all’interno di una millenaria foresta. Nel 2100 si andava in pellegrinaggio all’ultimo albero; e inutile dire che l’industria turistica faceva grandi affari nella direzione di quello!
Nel 2100 capitava che ci fossero episodi strani, commoventi di gente che non voleva più andarsene dall’ombra dell’albero e diceva che avrebbe voluto morire lì: comprensibile disperazione questa, tuttavia sanzionata – come d’obbligo – dal ricovero coatto in manicomio; Sì, i manicomi avevano ripreso a funzionare intensamente, e una delle terapie ausiliarie per venire incontro al profondo diffuso disagio di vivere che stava dilagando, consisteva nell’aver ricreato, all’interno dei padiglioni, un ambiente finto-naturale: lungo pareti bianchissime scorrevano immagini di luoghi incontaminati, ricordo di una antico benessere di vivere: scorrevano foreste con il sottofondo musicale di stormire di fronde e canti di uccelli; oppure scorrevano ruscelli e si udiva lo sciacquio dell’acqua di un torrente o il rombo di una cascata. La terapia funzionava e non era raro che ci fossero, nel 2100, molte persone che simulavano un male di vivere profondo o compissero un gesto insano solo per essere portati lì, a dialogare con immagini che la loro mente ricercava invano nella realtà.

Negli ultimi decenni, prima del 2100, molte persone erano morte opponendo il loro corpo alle lame ingorde che spianavano le ultime foreste: un movimento composito di uomini, donne e fanciulli si spostava qua e là nei vari punti della nostra Terra per opporsi alle ruspe e alle falciatrici: essi costituivano l’anima viva di una popolazione ormai ridotta alla rassegnazione e allo stremo delle forze, talora incantata e apparentemente appagata, certo! da immagini virtuali di antiche bellezze naturali, ma, nel profondo, vittima di un disagio, inespresso prima di tutto a se stessi, e preda di un vuoto….

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L’ULTIMO DI GERMANA PISAultima modifica: 2012-01-24T21:42:38+01:00da trudy53
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