L’ULTIMO DI GERMANA PISA (PARTE SECONDA)

Queste coraggiose avanguardie avevano colto qualche successo

e il

consenso nei loro confronti perchè il loro muoversi e opporsi alle lame costituiva un insulto insopportabile per un Potere Economico ormai delegittimato eppur forte di mezzi persuasivi; poichè l’agire di questa gente inerme, e forte solo della sua disperazione poneva in risalto, soprattutto dopo i primi sacrifici della vita, tutti i misfatti economici che avevano portato fino a quel punto la nostra Terra, il Potere non potè più tollerare che ciò continuasse. E la repressione fu feroce.

 

*

In qualche punto della stratosfera il Potere aveva ricreato una ecosfera alla quale potevano accedere persone dotate di ingenti mezzi; in grado, cioè, di pagarsi la salvezza. La Terra era preda del calore e degli uragani e, già da tempo il Potere l’aveva data per spacciata, ritagliandosi tuttavia la via di fuga.

Nel 2100 non mancarono i tentativi di ricreare la vita vegetale sulla Terra, ma una insidiosa anemia colpiva via via le piantine, che non vivevano più di qualche giorno: il deserto avanzava e l’albero, l’ultimo albero, era la meta di ogni sogno di salvezza e l’oggetto di ogni rimpianto, tardivo!

Nel 2100 moriva la vita sulla terra: alla morte vegetale seguì quella animale, dei nostri amici animali. Le riserve di ossigeno andavano scemando, il deserto avanzava, nel 2100; il sole bruciava inesorabile i pensieri e i corpi; il ricordo del tempo felice sprecato colpiva le menti e le annebbiava; il rimorso era atroce, la vita insopportabile, come insopportabile la vista dell’ultimo albero, alla cui ombra morire..
Ma attorno all’albero che, sentinella benefica, continuava ad alzare le sue braccia al cielo , cominciarono presto a crearsi piccoli bivacchi; poi, ci fu chi piantò una tenda, poi due e, presto, ci fu una tendopoli vera che si estendeva per parecchie decine di metri intorno. Si guardava all’albero ogni giorno, per spiarne i segni di vitalità e, poichè con il sorgere del sole, ogni giorno, esso era ancora lì, piano piano una speranza lieta si fece strada nei cuori dei presenti! Erano lontani i tempi in cui desiderio più vivo di quegli uomini e donne erano la vita di città e le sue suggestioni, o il possesso dell’ultimo giocattolo tecnologico o ancora, semplicemente, era il far parte della vita in movimento e della corsa al benessere: ora bastava l’albero e occorreva che continuasse ad esistere per poter sperare che la vita sarebbe continuata.
Non che quegli uomini e donne non rimpiangessero la vita passata e le sue suggestioni, non che non rimpiangessero l’abbondanza di cose e di opportunità che essa aveva offerto, anzi! proprio perchè erano divenuti coscienti di avere dilapidato un patrimonio prezioso la nostalgìa era più cocente….

segue

L’ULTIMO DI GERMANA PISA (PARTE SECONDA)ultima modifica: 2012-01-26T12:21:22+01:00da trudy53
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento