BUON NATALE….DI MAURIZIO MOLINARI (CONTINUA IL VIAGGIO)

la tristezza di tutti i Bimbirilli del Mondo mi sta piano piano indebolendo, devi fare in fretta, ricordati, Natale è vicino!”

Bimbirillo Capo stupito e incredulo per quanto aveva appena visto, prese coscienza del fatto che, probabilmente, anche Bimbirillo Arabic non poteva fornirgli notizie del “Signor Uomo” e così rinnovò a Bimbirillo Arabic lo stesso invito fatto agli altri suoi Amici Bimbirilli Indy e Afric, suoi teneri compagni di viaggio, sapendo forse, in cuor suo, che questo avrebbe potuto essere l’ultimo suo viaggio, perché Natale era veramente molto ma molto vicino.

Bimbirillo Arabic, appena ebbe finito di rifocillarsi, si unì con entusiasmo all’invito dei suoi nuovi amici Bimbirilli alla ricerca di questo ormai famigerato “Signor Uomo”, quindi si presero tutti per mano, per formare il magico girotondo che li avrebbe portati, così Bimbirillo Capo decise per l’ultima volta, verso un luogo molto lontano, dove abitava Bimbirillo Brasil. D’incanto i quattro Bimbirilli si ritrovarono, grazie al loro amato legno magico, nel luogo che Bimbirillo Capo sentiva ormai essere per lui l’ultimo viaggio.

Arrivarono all’istante, con il solito magico incanto, e si ritrovarono tutti e quattro in cima a un monte dal quale si potevano vedere il mare, le case e la campagna.

Quante case pensarono loro, di tutte le forme e di tutte le dimensioni, alcune altissime, altre meno, altre basse, alcune tanto basse e strane da non poterle chiamare case.

Decisero così di incamminarsi verso la parte di quella città che gli era sembrata così strana – che battezzarono subito Bimbirillo Città per il gran numero di Bimbirilli che vi brulicava – speranzosi di poter finalmente trovare il tanto sospirato “Signor Uomo”, quell’Uomo che avrebbe potuto far felici tutti i Bimbirilli del Mondo.

 

 Dopo alcune ore di cammino si resero conto che sarebbe stato necessario almeno un giorno intero per raggiungere la Bimbirillo Città. In effetti si trovavano ancora ai margini della grande città che avevano visto dal monte, ed essendo ormai calata la notte, Bimbirillo Capo invitò i suoi amici a fermarsi nel bosco che stavano attraversando per mangiare qualcosa, per dormire e riposarsi almeno fino alle prime luci dell’alba.

E così fecero! Raccolsero i pochi frutti che erano rimasti sugli alberi e ne mangiarono abbastanza da non sentire più fame, prima di sdraiarsi su letti di foglie improvvisati, sorvegliati nel loro riposo dai tanti amici animali che incredibilmente gli si erano subito avvicinati, per portar loro semplicemente una calda, buona e sicura compagnia.

Alle prime luci dell’alba Bimbirillo Capo si destò e aprendo gli occhi vide uno spettacolo meraviglioso, una vera esplosione di luci, colori e profumi. Subito svegliò i suoi amici per condividere quegli istanti così belli ed emozionanti, prima di riprendere il loro cammino.

Dopo avere goduto di quella festa di colori, ripresero il loro cammino e finalmente, al calare della sera, giunsero nei pressi di quella che avevano soprannominato Bimbirillo Città.

Un grande stupore, però, li colse quando si accorsero che quelle che loro avevano definito “strane case basse”, non erano in realtà delle case e nemmeno delle baracche. Erano, o meglio, assomigliavano, a pezzi di cose messi insieme in qualche modo che fungevano solo da riparo a un numero incredibile di Bimbirilli, tutti malnutriti, stanchi, ricoperti di piaghe, di brandelli di stracci, con occhi ormai spenti, quegli occhi spenti di chi ormai non si aspetta più nulla.

Bimbirillo Capo aveva ormai capito che quello sarebbe stato il suo ultimo viaggio, l’urgenza che gli aveva più volte ripetuto la sua fata dagli occhi color turchese non era passata inosservata, lui aveva capito quello che la sua amica gli voleva dire.

Decise di farsi forza e incoraggiò quindi anche i suoi compagni di viaggio. Nei loro occhi aveva misurato un grado di tristezza talmente grande che in cuor suo temeva volessero interrompere la loro ricerca del “Signor Uomo”.

“Cerchiamo subito il “Signor Uomo”, dobbiamo trovarlo per salvare tutti i Bimbirilli del Mondo, fatevi forza per il loro bene” disse Bimbirillo Capo.

E così i Bimbirilli viaggianti si armarono nuovamente di coraggio ricacciando indietro quel fiume di lacrime che sicuramente li avrebbe portati inevitabilmente a interrompere la loro ricerca.

Cominciarono ad entrare in quelle specie di case e cercarono di avere notizie del “Signor Uomo” e di Bimbirillo Brasil, ma con grande sconforto trovarono sempre dei Bimbirilli che sembravano dormire e che non potevano rispondere alle loro domande.

Finalmente, quasi a tarda notte, trovarono qualcuno che aveva notizie di Bimbirillo Brasil e addirittura notizie del “Signor Uomo”.(continua)

 

 

 

 

 

Era un Bimbirillo magro magro, ma pieno di una grandissima energia e tenerezza, si capiva dalla speranza che traspariva dai suoi occhi.

“Bimbirillo Brasil è andato via insieme al “Signor Uomo” disse il piccolo Bimbirillo dagli occhi di speranza, “lo ha preso con se prima che il grande sonno lo portasse via, so che lo ha portato in un grande palazzo bianco con tante e tante finestre. Il “Signor Uomo” lo ha chiamato credo “spedale”, poi ha detto che sarebbe tornato anche per me”, concluse il Bimbirillo dagli occhi di speranza rivolgendosi al Bimbirillo Capo.

Bimbirillo Capo capì che il Signor Uomo di cui parlava quel Bimbirillo non era il vero “Signor Uomo”, non quello che cercava lui, ma solo un Signor Uomo che poteva aiutare solo qualche Bimbirillo, così come faceva lui, ma non tutti i Bimbirilli del Mondo.

Bimbirillo Capo capì in quegli istanti che la sua ricerca era giunta al suo termine. Comprese che fosse giunto il momento di cominciare il suo viaggio, quello finale, l’ultimo viaggio, il viaggio del non ritorno.

Sebbene la tristezza lo opprimesse e lo angosciasse, si fermò a riflettere e pensò in quell’istante che probabilmente era riuscito a trovare almeno il nuovo Bimbirillo Capo, quello che avrebbe potuto continuare la sua ricerca insieme con gli altri suoi amici Bimbirilli di viaggio, così gli chiese: “Come ti chiami amico Bimbirillo?”. “Mi chiamo Bimbirillo Hope” rispose lui.

Bimbirillo Capo decise così di spiegargli tutto sulla sua ricerca, sulla sua missione, della fata dagli occhi color turchese e della luce che la circondava.

Gli disse anche che lui sarebbe dovuto partire per il suo viaggio del non ritorno ma che non poteva farlo senza aver trovato un nuovo Bimbirillo Capo da presentare alla Mamma Buona, perché proseguisse la sua ricerca fino al prossimo Natale, quel Bibimbirillo che secondo lui poteva rappresentare qualcosa di più di una semplice speranza.

Bimbirillo Hope comprese subito la gravità della situazione e il nuovo destino già scritto per lui nel caso avesse accettato, ma pensò anche agli altri Bimbirilli del posto e rivolgendosi a Bimbirillo Capo gli chiese: “Io posso prendere il tuo posto per cercare il tuo “Signor Uomo” ma non posso abbandonare questi miei Bimbirilli di qui!”.

Bimbirillo Capo lo guardò e guardò anche i suoi amici Bimbirilli di viaggio e, sentendosi aprire il cuore dall’emozione, perché capì d’aver scelto bene il nuovo Bimbirillo Capo, chiese ai suoi amici e al suo legno magico quella che per lui sarebbe stata la sua ultima magia.

 

 

 

BUON NATALE….DI MAURIZIO MOLINARI (CONTINUA IL VIAGGIO)ultima modifica: 2012-12-18T22:29:55+01:00da trudy53
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