Eroe modesto e grandissimo

MASSIMO GRAMELLINI

La lista dei libri dell’anima sarebbe incompleta senza il più simile al mio temperamento: «Marcovaldo, ovvero le stagioni in città» di Italo Calvino. Questo scrittore inafferrabile l’ho sempre immaginato come un fauno dei boschi. La leggerezza non si è limitato a teorizzarla in un saggio immortale. L’ha praticata nelle sue opere. Anche in questa, che ha per protagonista il padre poetico di Fantozzi. Marcovaldo è un manovale che frequenta un lavoro frustrante, una moglie con cui parla soltanto di debiti, una vita e una città entrambe grigie. Ma esiste una fiamma interiore che lo purifica. Uno sguardo bucolico che lo porta ad appassionarsi ai funghi che crescono nell’aiuola alla fermata del tram. O a fantasticare la notte alla finestra del suo piccolo appartamento, osservando un cartellone pubblicitario luminoso che ogni venti secondi si spegne per mostrare a intermittenza la luna. Piccoli desideri, slanci goffi ma sempre dignitosi. Marcovaldo fa ridere e anche un po’ pena. Eppure ti lascia addosso una sensazione di fierezza. C’è qualcosa di enorme in quell’uomo modestissimo, che è stato il mio primo eroe letterario e lo rimarrà per sempre. 

http://www.lastampa.it/2013/02/24/blogs/cuori-allo-specchio/eroe-modesto-e-grandissimo-g4KGKr1cPeR4PzD0dCIUdJ/pagina.html

 

Eroe modesto e grandissimoultima modifica: 2013-02-24T20:20:58+01:00da trudy53
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