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Cronache
Bambini sfruttati sotto il sole:
“Nessuno fa niente, vergogna”
L’infanzia rubata dei bambini costretti a vendere merce sulla spiaggia e a chiedere l’elemosina. Alcuni hanno solo pochi mesi. Il fenomeno viene denunciato da una lettrice che ha inviato a Primonumero il suo racconto in cui si chiede: “Che fine hanno fatto i servizi sociali? Dove sono le forze dell’ordine?”

Termoli. Sono i più deboli. Quelli che dovrebbero essere protetti, coccolati e tenuti lontano da qualsiasi violenza. E invece, spesso, sono quelli che maggiormente conoscono la fatica, l’umiliazione e lo sfruttamento. Sin dalla tenera età. I bambini.

Piccoli e indifesi a volte sono in mano a qualche organizzazione senza scrupoli che fa soldi sulla loro pelle. Ma spesso a fare soldi con la loro elemosina e con il loro sudore sono proprio i genitori, che li mandano per strada e sulle spiagge per tornare a casa solo dopo aver venduto la merce. Un fenomeno sempre più diffuso e sempre più presente anche a Termoli, dove non c’è nessuno che controlla, nessuno che «fermi questa vergogna».

A denunciare il caso è una lettrice che racconta così quello che da settimane vede ripetersi sull’arenile Cristoforo Colombo: «Bambini di neanche 10 anni e adolescenti costretti a lavorare sotto il sole. Passano come anime in pena tra gli ombrelloni sotto il sole cocente, come se stessero vagando in qualche girone dell’inferno. E’ dall’inizio dell’estate che ne vedo sempre uno, mingherlino con la pelle mulatta. Ha uno sguardo stanco e disperato. L’ho sempre visto con i parasole. L’altro giorno vendeva asciugamani. Si è avvicinato al mio ombrellone. Gli ho chiesto se aveva fatto colazione e se volesse un po’ d’acqua. Mi ha risposto che aveva mangiato e che non voleva bere. Mi ha detto: “Compra un asciugamano”. Io sono stata tentata, mi faceva tanta tenerezza. Ma poi gli ho detto che non mi serviva. Ho pensato che più noi cosiddetti ‘benestanti’ compriamo dai bambini o gli facciamo l’elemosina e più i loro ‘adulti’ li sfrutteranno. Mi si è stretto il cuore quando è andato via con lo sguardo basso. Mi sono sentita in colpa».

TRATTO DA GOOGLE NEWSultima modifica: 2013-04-30T11:30:26+02:00da trudy53
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