UN PO’ DI CULTURA

 Moresco ha il gusto del piccolo, del minuscolo, lui che esplode con romanzi espansi, a tratti violenti, deflagranti. Il bambino ha le “manine”, con le quali lava i piatti, mette in ordine, fa le pulizie nella “casina” dove vive. Quella casina dove, appunto, ogni sera si accende la “lucina” che il protagonista, seduto davanti alla sua, di casina, su una sedia con le gambe di metallo che affondano nella terra, osserva con curiosità, con inquietudine. Chi abiterà in quella parte di bosco, dove la vita umana sembra bandiMoresco.jpgta?

Intanto l’uomo conduce la sua esistenza, in ritiro assoluto dal mondo, una sorta di eremita che passeggia per i boschi. Osserva la complessa, intensa, “pazza” vita animale e vegetale che fiorisce intorno a lui. Una vita cruenta, con aspetti di violenza che hanno fatto parlare alcuni commentatori di natura leopardiana. Ma lo stesso Moresco ha chiarito che la sua non è la concezione di Leopardi: a prevalere non è l’aspetto crudele, predatorio, quanto il mistero, insondabile, delle varie forme di vita e del loro comportamento. Sembra di sentire la canzone di Vasco: “Voglio trovare un senso a tante cose/anche se tante cose un senso non ce l’ha”. Che senso ha la vita della “lucina”, la lucciola, che per poche notti all’anno non fa che volare con l’intestino che pulsa di luce, con l’unico scopo di accoppiarsi per poi morire? E le rondini, creature ipercinetiche che sfrecciano e gridano tutto il giorno sfiorandosi l’una con l’altra, senza mai confliggere? Possibile che non si fermino mai, un solo minuto? Perché? Si chiede. Perché questa luce, questo spazio, perché questo tempo? Perché questa vita? Sono le domande ancestrali, eterne, che si pone l’uomo di fronte al mondo e all’inconoscibile.

 

http://www.carmillaonline.com/2013/05/16/antonio-moresco-la-lucina/

UN PO’ DI CULTURAultima modifica: 2013-05-17T13:48:30+02:00da trudy53
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