Bruno lucchi Via Crucis

image002image004Dal 10 – 02 – 2016 al 10 – 04 – 2016

Cappella Sacro Cuore,

Università Cattolica

Largo Fra A. Gemelli,1

20123 Milano

A cura del Centro Pastorale

“Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia” . Con questa affermazione il nostro papa Francesco, nella Bolla d’indizione dell’anno giubilare, ci offre lo spunto per riappropriarci di una condizione essenziale dell’esperienza umana e di fede. “Contemplare” significa andare oltre, scrutare superando il limite dell’immanente, raggiungere una dimensione che traendo lo spunto della realtà manifesta rivela la sua profondità e verità solo nella sintesi del “già e non ancora”. “Un ammasso di roccia cessa di essere un mucchio di roccia nel momento in cui un solo uomo la contempla immaginandola, al suo interno, come una cattedrale”.- (Antoine de Saint-Exupery, Il Piccolo Principe). L’uomo contemporaneo, noi,  abbiamo bisogno di educarci, ex – ducere , tirare fuori, ciò che risulta essere spesso assopito e sclerotizzato. L’arte della contemplazione è essenziale per incontrare Dio, per riconoscere i Suoi miracoli, il Suo modo di manifestarsi nella storia di ogni uomo. L’arte di contemplare ci aiuta ad entrare nel mondo che abitiamo con rispetto e sacralità riconoscendo il dono della bellezza, contestando la pragmaticità dello sfruttamento. L’arte del contemplare ci permette una relazione autentica con ogni creatura, annientando i pregiudizi, gli stereotipi, mettendosi  in ascolto del mistero – perché incontenibile – dell’uomo, portando ad una comunione che si fa solidarietà, ascolto, aiuto, consolazione, in una parola: misericordia. Ma per noi la contemplazione ha un oggetto primordiale e imprescindibile: Gesù Cristo. Ci ricorda il santo Padre “Gesù Cristo è il volto della Misericordia del Padre”, “La missione che Gesù ha ricevuto dal Padre è stata quella di rivelare il mistero dell’amore divino nella sua pienezza. « Dio è amore » (1 Gv 4,8.16), afferma per la prima e unica volta in tutta la Sacra Scrittura l’evangelista Giovanni. Questo amore è ormai reso visibile e tangibile in tutta la vita di Gesù. La sua persona non è altro che amore, un amore che si dona gratuitamente. Le sue relazioni con le persone che lo accostano manifestano qualcosa di unico e di irripetibile. I segni che compie, soprattutto nei confronti dei peccatori, delle persone povere, escluse, malate e sofferenti, sono all’insegna della misericordia. Tutto in Lui parla di misericordia. Nulla in Lui è privo di compassione (Misericordiae Vultus,8)”. L’artista Bruno Lucchi ci offre l’occasione di esercitare l’arte della contemplazione, missione intrinseca dell’arte stessa, come afferma il filosofo Joseph Pieper: “Un’arte che scorre dalla contemplazione non cerca di copiare la realtà, quanto piuttosto catturare gli archetipi di tutto ciò che è. Tale arte non vuole rappresentare ciò che tutti vedono già, ma di rendere visibile ciò che non tutti vedono. (“Tre colloqui in studio di uno scultore” un saggio in Solo l’Lover Sings). “Con lo sguardo fisso su Gesù e il suo volto misericordioso possiamo cogliere l’amore della SS. Trinità” e essere noi testimoni della  «Misericordia incarnata» (Misericordiae Vultus, 8).

fra Renato Delbono o.f.m.

Cappellano Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Bruno lucchi Via Crucisultima modifica: 2016-02-29T21:24:48+01:00da trudy53
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